La nostra struttura deve il suo nome all’antico palazzo nel quale si trova, Palazzo Ragusi. Le testimonianze architettoniche ancora presenti al suo interno ne fanno risalire la costruzione al XV secolo, quando la famiglia pisana dei Palmerino acquistò il palazzo, modificando ed adattando un preesistente impianto medievale alle proprie necessità.
Verso la metà del XVIII secolo, la prorietà venne ceduta al giudice pretoriano Biagio Ragusa, dal quale il palazzo ha poi assunto il nome ed al quale si devono i lavori di ammodernamento che hanno conferito una configurazione settecentesca all’immobile. Infine, intorno al 1860 è passato al Marchese Giovanni Maurigi.
Sino a questo periodo, il palazzo doveva svilupparsi su tre elevazioni: il piano terra destinato alle botteghe, il primo piano dove oggi è presente la nostra struttura ed un secondo piano destinato anch’esso ad abitazione. L’attuale configurazione a cinque elevazioni sembra infatti dovuta a successivi ampliamenti avvenuti nel tempo, probabilmente ad opera di Alessandro Fornaja.
Inoltre, mentre alla maggior parte dei palazzi posti lungo il Càssaro
(la strada più antica della città il cui nome deriva dall’arabo “al Qasr” o “Fortificazione”, oggi Via Vittorio Emanuele) si accede attraverso entrate poste sulla strada principale, al Palazzo Ragusi si accede lateralmente, dal Vicolo Ragusi, riservando così il pianto terra interamente alle botteghe.

Un semplice ed alto fornice immette in un breve andito ove si innesta una scalinata che conduce al piccolo cortile interno, caratterizzato dalla presenza dello scalone settecentesco in marmo e in attesa di un bramato restauro. Di grande bellezza sono i settecenteschi soffitti dipinti presenti in tre delle nostre nostre stanze, ritrovati casualmente durante i lavori di restauro, tipicamente decorati a motivi fitomorfici blu su sfondo bianco.